Politica

La linea maginot del voto

Non c'è niente da fare: mi sento preso in giro da queste elezioni

08/04/2008

I francesi dichiararono guerra ai tedeschi, per via della Polonia, ma non avevano voglia di combattere e per un anno intero rimasero in guerra senza far guerra. Si chiamò “la strana guerra”. Poi,mentre i francesi rimasero sulla linea Maginot, i tedeschi li presero da dietro, dal Belgio. Anche questa campagna elettorale è strana, i contendenti sembrano far finta di combattere: non mi dite che è seria una competizione in cui si discute su come sono fatte le schede elettorali. Non mi dite che è seria una campagna elettorale in cui i competitori si vergognano di chi hanno messo in lista. Berlusconi dichiara: “con la candidatura di Ciarrapico non ho nulla a che fare”. Pensavo fosse un miracolo il fatto che Dio è uno e trino nello stesso tempo, ora debbo credere che la Provvidenza abbia provveduto alla candidatura a prescindere dai candidati. In piazza del Popolo davanti a Fini si presentano i candidati del Lazio, il Ciarra viene lasciato a terra, sotto il palco e viene “dimenticato”. Bossi per le schede elettorali è disposto ad imbracciare le armi, Berlusconi lo giustifica: “Sta male”. Non capisco se mi prendono in giro, se è serio uno come Rutelli che, candidato a sindaco di Roma, promette: Una città più pulita. Un suo concittadino scrive sotto il manifesto:“mo te svegli”. Ha governato la città per dieci anni, poi ha passato il testimone a Veltroni,e in 15 anni non hanno trovato il modo di dare una pulita alla Capitale? Scusate, ma se non è questa una strana guerra. Il presidente della Repubblica, Napolitano, chiede “salari più alti”? Perchè i salari non sono determinati dalla contrattazione tra imprenditori e sindacati ma dallo Stato. Pensavo di stare in Europa ma mi sono sbagliato, a Cuba lo Stato decide i salari. Il governo ha fatto Mister prezzi, uno che deve controllare i prezzi. Ma i prezzi non li fa il mercato? O siamo nella Mosca dei Soviet dove era il governo a stabilire quanto costavano le merci. Se non siamo a Cuba, se non siamo in Urss qualcuno ci sta fregando, qualcuno ci sta prendendo per i fondelli. Mi scuserete ma questa strana guerra non mi piace, mi scuserete ma mentre noi stiamo aspettando il nemico sulla linea Maginot qualcuno sta passando per il Belgio.

Lidano Grassucci

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