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E scoppiò il petardo Ciarrapico

Nessuno lo vuole ma ora tutti lo tollerano

12/03/2008

E scoppiò il petardo. Come ogni santa ricorrenza elettorale c'è sempre una nota di costume a sconcertare i paladini della democrazia partecipativa. E sì, perché accade che sotto campagna elettorale per il rinnovo delle Camere delle repubblica italiana, sulle colonne di un noto quotidiano (Repubblica) compaia una intervista all'editore Giuseppe Ciarrapico, candidato nelle liste del Pdl per il Senato nel Lazio. Che c'è di male? Il settanquattrenne che sognava da giovane balilla di fare il tamburino che – dopo aver avuto l'ambito vessillo – cambia sogno e punta a fare il mazziere, il capo in testa “quello che sta avanti e che guida”. «Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici». Parole fuori luogo? «L'ultima volta che sono stato a Predappio - ha aggiunto - era, mi pare, ottobre. Sedicimila persone. E quando prendo la mia barchetta in estate e vado Gallipoli faccio sempre un salto dov'è sepolto Starace». Sono sempre posizioni. Il vicecapo del Pdl nazionale on. Fini è apparso critico non nascondendo la perplessità per la decisione di candidare Ciarrapico: «Quello che avevo da dire l'ho detto a suo tempo» e aggiunge: «Fosse dipeso da noi... Non è stata una nostra scelta». Infatti di chi è stata la scelta? Presto detto nell'affermazione di oggi del candidato a premier del Pdl: "An sapeva di Ciarrapico". E' l'on. Berlusconi che smentisce Fini! Quindi la motivazione: “Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall'altra parte". Accidenti! Ergo: chi ci dà spazio e non ci attacca merita una ricompensa. Una poltrona a un fedelissimo non la si nega. Va dato atto che ad uno precisazione di Ciarrapico. «Il testo dell'intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica non corrisponde al mio pensiero. Il fascismo appartiene al nostro passato e il giudizio su questo periodo drammatico della nostra storia è bene che sia lasciato agli storici», ha poi precisato Ciarrapico in una nota. «Per quanto mi riguarda, non ho mai nascosto la mia giovanile adesione ad esso, al pari di tanti illustri italiani, ma al tempo stesso ho sempre espresso la mia netta riprovazione e condanna, qualunque sia stata, per la perdita della democrazia e ancora di più per le discriminazioni razziali. Io e la mia famiglia - aggiunge Ciarrapico - ci siamo sempre onorati di aver assistito nella latitanza nel 1944 una delle più importanti famiglie israelite in Roma». E Fini? «Ho trovato molto, molto, molto opportuno che Ciarrapico sgombrasse il campo da polemiche che avrebbero avvelenato la campagna elettorale. L'avesse fatto prima, probabilmente avrebbe risparmiato a tutti le polemiche di queste ore». Siamo sicuri si tratti di semplici “polemiche”? Comunque un fatto ci sta tutto ed è, al di là della polemica appunto, nella collocazione di personaggi così antitetici non solo politicamente, in uno schieramento che in questi giorni sta vedendo ridimensionata la sua posizione territoriale pontina. Nel pieno della definizione delle liste per il Pdl troviamo con Ciarrapico, lo sconcerto di Claudio Fazzone e Armando Cusani. Ma anche quello di Zaccheo e di Pedrizzi (fuori dai giochi rielettorali). Un imprenditore della carta stampata (LatinaOggi) che ha sempre “avversato” le azioni dei suddetti. Tanto che Fazzone, senatore uscente, ha presentato interrogazioni nei suoi confronti. Una per tutte: quella del 15 febbraio 2007 in cui ricorda che le società Nuova Editoriale Oggi s.r.l. e Ciociaria Oggi Società Editoriale s.r.l., hanno beneficiato di 2.582.284,50 euro ciascuna e che tali società risultano “indirettamente” gestite da Giuseppe Ciarrapico, “personaggio ben noto per le attività imprenditoriali dai futuri incerti e per le innumerevoli cronache giudiziarie che lo hanno interessato, alcune delle quali di particolare allarme sociale, e sanzionate in sede penale con sentenza definitiva”, contestandone l'assegnazione di fondi destinati. E il presidente della Provincia Cusani? Ha addirittura denunciato Ciarrapico per minacce! Intanto però Claudio Fazzone collocato al settimo posto nella lista per il Senato, avrà come “compagno” ironia della sorte Ciarrapico.

Mario Leone

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