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Tram, Latina Vs Padova

Peccato solo che in Veneto in campagna elettorale si prometteva di abbandonare l'opera...

10/03/2008

Il Comitato Metro Bugia esprime soddisfazione per il viaggio conoscitivo della delegazione latinense a Padova, per cercare di capire qualcosa sul tram Translhor, lo stesso che si vorrebbe realizzare a Latina. Nella speranza che il discorso politico finalmente decolli per l’opera più importante dopo la bonifica ci limitiamo a dire: meglio tardi , che mai. Il Comitato Metro Bugia -i cui rappresentanti conoscono bene sia la situazione di Padova che di Latina- si limita per ora ad analizzare i dati di costi e benefici così come enunciati dagli amministratori padovani, traslandoli nella realtà latinense. È bene dire che a Padova sono state mandate a casa due giunte comunali consecutive per la “metro”. Infatti i candidati a sindaco in campagna elettorale promettevano di abbandonare la realizzazione dell’opera con tutte le conseguenze negative annesse, salvo poi rinnegarlo, una volta saliti al potere. Ora l’opera a Padova l’opera è compiuta. Questi i fatti: le problematiche riconosciute dagli stessi amministratori veneti sono state e sono tutt’ora numerosissime: errori di progettazione, perdita economica del 40% delle attività economiche sul tragitto del tram alcune delle quali hanno chiuso i battenti, frequenti interruzioni della linea, deragliamenti, cadute di biciclette e pedoni, istallazione di linee di alimentazione aeree in pieno centro, costi altissimi di gestione se paragonati a quelli degli autobus normali ed ecologici, per non parlare di anni di cantierizzazione della città e pre-esercizio del mezzo. Come beneficio è sia stato rilevato un incremento dei viaggiatori da 10.800 a 13.000, pari al 20%. Con molto ottimismo applichiamo tale esaltante risultato anche alla città di Latina. Carte alla mano, gli utenti autobus nel tratto che sarà servito dal tram sono, oggi come oggi, circa 4.000 nella nostra città. Volendo applicare la strabiliante percentuale del 20% si arriva a 4.800 passeggeri al giorno. Tutti sanno che il piano economico finanziario per reggersi in piedi è stato basato su 8.500 passeggeri paganti al giorno. Cioè nella nostra città l’incremento previsto dovrebbe essere addirittura del 111%, cioè a dire un incremento più che quintuplicato rispetto a quello padovano. Tutto ciò è manifestamente un’utopia tutta latinense. In caso contrario saremo noi cittadini a doverne pagare le conseguenze, versando centinaia di migliaia di euro ogni anno nelle tasche della società privata Metrolatina, anomala società privata senza rischi d’impresa in quanto caricati integralmente sulle spalle dei cittadini di Latina. Inoltre a Padova il tram è utilizzato per spostarsi nel centro della città, attraverso un servizio pubblico complessivo molto efficiente. In pratica, si può uscire di casa , servendosi dei mezzi pubblici, tutti realmente collegati. A Latina questo mezzo collegherà Latina con Latina Scalo. La denominazione appropriata nel nostro caso è appendice di trasporto. Allora è facile per ogni cittadino immaginare un ipotetico viaggio dalla propria abitazione alla stazione FS di Latina. Bisognerà uscire di casa, prendere la macchina, spostarsi fino alla fermata più vicina, cercare un parcheggio che non c’è, pagarlo se si è fortunati di trovarlo, recarsi a piedi alla fermata, aspettare l’arrivo del primo mezzo, e solo dopo 25 minuti effettuare il viaggio vero e proprio. Questa sarebbe l’utilità per i cittadini? E per questo tipo di utilità che gli amministratori di Latina ci prospettano tutte le problematiche già esposte a cui ne aggiungiamo alcune specifiche della nostra realtà territoriale: il drastico peggioramento nella circolazione veicolare urbana, la semaforizzazione delle più trafficate rotatorie e di tutta via Epitaffio, la pericolosità dell’attraversamento della rotaia dai passi carrabili, l’eliminazione di 400 parcheggi al centro della città, l’abbattimento di centinaia di alberi, tanto per citarne qualcuno? Per non parlare del contributo regionale per gli altissimi costi di gestione di questo tram sperimentale. Il piano economico-finanziario prevede l’introito di 7,5 milioni di euro ogni anno da parte della Regione Lazio. Cifra illusoria, immaginaria, prevista dall’amministrazione comunale senza alcuna certezza , che rappresenta un ulteriore altissimo rischio per i cittadini. Basti immaginare ad esempio che la Regione Veneto riconosce a Padova 1,5 milioni di euro, il 20% di quanto fantasticato dai nostri amministratori. Immaginate chi dovrà risarcire la società privata della restante parte? Sempre il Comune di Latina naturalmente, la cui amministrazione è disposta a rischiare sulle tasche dei cittadini un disastroso fallimento economico. Eppure il caso delle terme e quello dell’Intermodale è davanti agli occhi di tutti. Ma poi, se i soldi fossero loro, sarebbero pronti a rischiare? Dovrebbe risultare chiaro invece che qualsiasi un’opera pubblica è importante ad una condizione. Che sia di utilità per i cittadini e che i benefici siano maggiori dei costi. Per questo il Comitato Metro Bugia invita tutti i cittadini ad informarsi al meglio della questione e auspica che gli amministratori intraprendino finalmente un dibattito serio, fin’ora stranamente avulso dal discorso politico latinense.

Massimo de Simone


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