Eventi & Cultura

L'Ottomana di Gian Luca Campagna

Il rischio di perdere la rappresentatività territoriale

03/03/2008

Il Nord della provincia di Latina è destinato a perdere la sua rappresentatività. L’assenza di una candidatura seria e vera, espressa direttamente dal territorio e non decisa nelle sale nazionali, svilisce una provincia che resterebbe così ancora protesa alla ricerca di una sua identità. Col sistema elettorale vigente, con il grande amalgama nei due poli per il nascente bipolarismo, col gran caos che regna sulle ipotetiche (e talvolta improbabili) candidature le soluzioni oggi stentano ad arrivare, poiché le decisioni da parte delle federazioni provinciali restano avvitate su sé stesse. Se da una parte il Pd si schiaccia su una ‘rappresentante territoriale’ come Sesa Amici, sicura di uscire proprio perchè donna (ah, la fortuna delle quote rosa…), ed esplora le vie per corteggiare la candidatura di servizio che risponde al nome di Maurizio Mansutti (che proprio volto nuovo della politica non è), dall’altra il centrodestra, pardòn il PdL, si solidifica sulle posizioni locali che si conoscono già da tempo. Infatti assistiamo alle conferme scontate degli onorevoli Fazzone e Conte, espressioni di Forza Italia e radicati su una porzione territoriale che guarda a sud, invece al ‘centro’ degli schieramenti politici pare aggrapparsi ancora una volta a Michele Forte (da Formia). Quindi resta vuota la rappresentatività, in una sorta di risiko della politica difficile da digerire, di quella porzione di territorio che insiste su una città-capoluogo di 120mila abitanti, dista pochi chilometri dalla popolosa Cisterna e abbraccia Aprilia: un’area urbana che conta un pacchetto di oltre 200mila abitanti, di cui almeno 140mila aventi diritto al voto. Un’area che misura quasi quanto due Municipi di Roma, che produce, che vive, ma che rischia di vedere persa la propria rappresentatività territoriale. La vera partita si gioca probabilmente in casa di Alleanza Nazionale, che si auspica di piazzare tra le prime posizioni l’onorevole uscente Riccardo Pedrizzi (tre legislature tre già nel carniere), mentre in verità –proprio per la nuova concettualità politica di volti nuovi che si cercano come si fosse quasi a una selezione per aspiranti attori- la scelta dovrebbe cadere su un nome che può stimolare l’elettore che fa parte di quell’agglomerato di 220mila anime. Fabio Bianchi o Maurizio Guercio (col nome di Giuseppe Mochi che sale) potrebbero rappresentare queste diverse istanze, come in Forza Italia (primo partito del capoluogo da diverse consiliature) il pluridecorato Enrico Tiero potrebbe avanzare pretese e alzare la voce. Ma già sappiamo (noi come cronisti realistici, loro come amministratori e politici avveduti) che questa battaglia è più dura di quella affrontata da Leonida contro i persiani alle Termopili. E se nel nazionale si corre per candidare il nome altisonante (dal signor nessuno che poi tanto ignoto non è come la Madia capolista decantata da Walter Veltroni a quello che evoca spiriti nazionalpopolari che fanno storcere la bocca come il sindacalista della Thyssen) si rischia poi di scadere nel patetico. Da giorni è uscita l’indiscrezione secondo cui la show girl Aida Yespica potrebbe candidarsi col PdL, per poi scoprire che invece ha sciolto le riserve per il Pd, fino ad avere la notizia certa che la stangona sudamericana continuerà invece a posare per pagine patinate. E l’elenco delle superbellone corteggiate da spasimanti con la griffe Pd-PdL non accenna a frenarsi, in virtù della svolta auspicata per risollevare le sorti del Bel Paese. Ma considerato che Fabio Bianchi, Maurizio Guercio, Enrico Tiero hanno le stesse chance dei 300 spartani, perché allora non avanzare una candidatura che si concentri su Manuela Arcuri, Debora Salvalaggio, Ilaria Spada, Elena Santarelli, Sara Zanier, Dana Ferrara? Magari le avvenenti fanciulle potrebbero scalare posizioni su posizioni nella corsa a Palazzo Madama e a Montecitorio per rappresentare un giorno il proprio territorio. E forse i vertici dei partiti nazionali potrebbero fermarsi ad ascoltare (e guardare, anzichenò) le pretese di un’area compresa tra Latina, Aprilia e Cisterna, che conta oltre 200mila ugole che chiedono a gran voce un proprio rappresentante.

Gian Luca Campagna

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