Eventi & Cultura

L'Ottomana di Gian Luca Campagna

Mauro Cascio? Su una cosa posso batterlo...

25/02/2008

Leggo il divertente e ironico contributo di Sara Fedeli su ParvapoliS e per una volta desidererei vestire i panni del consumato politico di turno che, sprofondato nel sofà buono della tv simil-locale, alla fine di un intervento di un altro collega illuminato dichiara con un falso sorriso di circostanza che «sottoscrivo e sono d’accordo con quanto appena detto». Ecco, appunto, quanto dichiarato da Sara (salto i convenevoli e vado subito al tu), stavolta non può non essere che interamente (e veramente) condiviso, incluso l’innamoramento. Dall’incipit al finale. La giovane (suppongo) ha steso le lodi dell’ultimo fortunato libro di Cascio, ‘Diario del seduttore’, piacevolissimo nella lettura soprattutto alla luce della dimensione umana di quanto scritto e perché rifugge la filosofia tout court (materia che ho sempre odiato a scuola; è stata l’unica materia al liceo in cui mi hanno rimandato guastandomi un’estate). Sul testo c’è anche un cameo (un vezzo narcisistico è ammesso, anzichenò) in cui Cascio mi chiede lezioni di seduzione. E’ vero, ha ragione Sara: Mauro non necessita di lezioni di seduzione, tant’è che avevamo iniziato il corso privato in studio da me sin da gennaio, ma poi abbiamo dovuto interrompere dopo tre lezioni considerato che l’allievo (pseudo-allievo, mi correggo) aveva di gran lunga superato il maestro (pseudo-maestro, dico io). Ergo, ci siamo scambiati i posti e i ruoli: io mi sono accomodato al banchetto e alla seggiola, lui invece è salito in cattedra accomodandosi sulla poltrona di pelle umana (di donna, però. Perché parliamo di seduzione maschile e maschilista). Ed è cominciata la lezione. Da Kierkegaard a Kant, da Cartesio a Campanella passando per Talete e San Tommaso. Qualche volta, lo ammetto, ho tentato il classico colpo di coda, ma Mauro ha rintuzzato ogni mia velleità di rivalsa, e tra giochi di seduzione (teorica) e filosofia (spicciola e pratica) ho dovuto alzare lenzuolo bianco (elemento pertinente, visto che parliamo di seduzione, il cui finale è di solito il talamo). Qualche volta poi abbiamo citato anche l’Accademico di Borgo Carso (quando si parla di filosofia, letteratura e territorio come si fa a non menzionarlo con il dovuto rispetto?), ma lì mi sono alzato e ho spiegato le mie obiettive ragioni e Mauro ha assentito allargando le braccia, sconfitto. Ergo, ha ragione Sara: Mauro mi ha surclassato, sia nella seduzione (ora apprendo come un diligente scolaretto sui banchi di scuola della Ego) che anche nei due testi che si sono confrontati sotto l’albero. Mauro con l’arcinoto ormai ‘Diario del seduttore’, io con la raccolta di racconti ‘Tutto in 48 ore’, spedita nelle case di 4mila famiglie latinensi grazie alla sponsorizzazione dell’ipermercato Gusto. Mauro nelle sue pagine è stato go-di-bi-lis-si-mo nel suo peregrinare da una donna all’altra nella sacra spes di concretizzare una ‘copula’ (nel talamo di cui sopra). E l’ha messa per iscritto, giocando con sé stesso e col lettore. E che abbia ormai maggiore fascino del sottoscritto è assodato, alla luce dei suoi vivi miglioramenti in materia. E quindi forse dovrò rinunciare alla foto sulla copertina del libro, come fanno i veri scrittori (beati loro), magari cercando di non assumere quell’atteggiamento fascinoso da B&B (cioè, secondo Sara, da ‘bello & bastardo’): ma, cara Sara, altro che ‘bello & bastardo’ quella B&B da te sottolineata è azzeccatissima, perché si confà al ‘bed and breakfast’, inteso come pernotto e consumo veloce, e questo è il destino che mi perseguita! Un’intensa seduzione maschile durante un’infuocata notte e un repentino abbandono la mattina successiva da parte della donna durante una parca colazione: sedotto e abbandonato, quindi, altro che ‘bello & bastardo’. Forse mi si confà più un ‘bed & breakfast’. Poi, cara Sara, mi spiace che la mia raccolta di racconti tu l’abbia avuta assieme a una vaschetta di melanzane alla parmigiana nell’ipermercato succitato, perché se io avessi saputo di questa sfida, sarei corso ai ripari in tempi non sospetti, perché una lotta contro Mauro Cascio credo di poterla vincere: se perdo nell’arte della narrativa e nel gioco della seduzione, permettimi di poter avanzare pretese di vittoria in cucina, dato che ai fornelli sono niente male (ho fatto raccogliere nel frattempo firme su firme che potrebbero far rabbrividire sia Walter che Silvio per rafforzare questa tesi): magari, avrei potuto regalarti il libro di Mauro (e anche il mio) prendendoti per la gola con il mio risotto al nero di seppia condito con gamberetti, ananas, rucola e mango, scortato da un trancio di spada adagiato su foglie di radicchio di Chioggia condito con limoni di Sorrento e benedetto con aceto balsamico di Modena, ed esaltato da una fiamminga di banane scottate nell’olio d’oliva e ricoperte di cocco grattugiato intriso di crema di cacao al rhum delle Antille e mandorle caramellate. Almeno saresti rincasata sì innamorata del DonGiovanni Cascio ma anche un pochino dello Chef Gian staccato Luca Campagna. Con simpatia.

Gian Luca Campagna

    Tag

    Latina

    Altre notizie di eventi & cultura

    ELENCO NOTIZIE