Eventi & Cultura

Al voto e il ciclo nuovo

L'unico partito, a Latina, che appare pronto alla sfida è Forza Italia

05/02/2008

Si andrà al voto, altrimenti non poteva essere. Cosa accadrà da noi? Archiviamo un giro in cui c’è stato un inizio di mutamento della nostra rappresentanza parlamentare, ma era un cenno. Di fatto fino ad oggi ha retto la classe dirigente uscita dal golpe del ’93. Sono passati 15 anni e il problema del “ciclo novo” si pone. L’unico partito che si è già attrezzato per questo tempo è Forza Italia: Fazzone e Cusani hanno poco piu’ di 40 anni. Per gli azzurri è stato, oggettivamente, più semplice non dovendo fare i conti con alcun passato. Certo che Burani e Conte non sono più una novità, e qualche ragionamento sulla loro candidatura dovrà essere fatto. Alleanza nazionale ha gestito già passaggi di testimone, Finestra-Zaccheo in Comune, una staffetta che, da parte del primo ha generato anche qualche segno di ingratitudine. Zaccheo è stato parlamentare, è sindaco. In politica non si torna indietro: il parlamentare, con questa legge elettorale, è uno yesman, il sindaco è un capo. Zaccheo è politico avveduto e la dimensione parlamentare serve per chi parte, non per chi è nel pieno della maturità politica. C’è il nodo di Riccardo Pedrizzi, è stato 3 volte senatore, una volta deputato. Lui è sicuro della conferma: “Sono già in campagna elettorale”. An deve fare i conti con i 40enni, con percorsi politici che hanno dovuto addestrare i “campioni prossimi” a fare surplasse: Finestra è stato una sorta di ritorno al futuro, ha portato (dal punto di vista generazionale) il partito ad una sorta di lancette all’indietro. Ora? Bisogna incastrare: parlamento nazionale, quello regionale e quello europeo. In fila ci sono Guercio, Galetto, Bianchi, Di Giorgi, Giovanchelli. Non si può saltare un tassello e, fortuna, che Cirilli, per ingordigia, si è politicamente suicidato. Questa volta i 40enni non sono disposti a dare nulla per scontato, la partita è iniziata. La partita è aperta, Zaccheo ancora una volta potrà fare il regista, dare le carte, ma a giochi “vincolati”. A sinistra? Ormai nel Pd c’è l’egemonia degli ex Margherita. Le liste si fanno a Roma, sono bloccate e in questi giochi il maestro è Claudio Moscardelli. E’ lui l’emergente, davanti a se ha soltanto Maria Teresa Amici forte a Roma, quanto inesistente sul territorio. Moscardelli non ha davanti a se un varco, ma una prateria. De Marchis poteva giocare un ruolo, ma è uso volare basso. Era un’aquila ma si pensa tacchino, poteva giocarsi la partita per Roma e invece, punta a fare il segretario comunale (visto che il Pd a Latina ha una sola sezione, o circolo) punta a segretario di sezione. Chi rimane? Moscardelli.

Lidano Grassucci

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