Eventi & Cultura

È tempo di bilanci

Miguel de Unamuno, il decennale di ParvapoliS, il Diario del Seduttore

30/12/2007

Mah, più o meno la fine dell'anno dovrebbe essere il momento più indicato per fare un bilancio di quanto fatto. Io non mi posso lamentare. Il 2007 mi ha portato tre belle cose. Innanzitutto ha debuttato la Compagnia de Galamentomeni, e credo sia questa la cosa più importante. Una peculiare realtà associativa (io sono Pantalone de Bisognosi, Elisabetta Rizzo Brighella) che è anche una collana di filosofia della religione che dirigo per Rubbettino con Massimo Iiritano. Il primo titolo, che abbiamo proposto un po' dovunque (e solo a Latina una decina di volte) è di una bellezza che ancora mi lascia senza parole. Io sono già presuntuoso di mio, ma con un testo così è difficile tenermi. Su tratta, molti di voi lo ricorderanno, di “Inquietudini e meditazioni” di Miguel de Unamuno. Presentato alla Fiera del Libro di Francoforte e a Salamanca nel corso della giornata di studi internazionali unamuniani, il libro è curato da Elena Cellini e vanta la prefazione di Armando Savignano, che oltre ad essere, a Trieste, uno stimato docente di Filosofia Morale è anche uno dei più grandi studiosi di Unamuno in Italia. Dicevo le soddisfazioni. Perché “Inquietudini e meditazioni” ha avuto un grande successo di pubblico (nel mese di novembre è stato il quinto titolo Rubbettino nella Top10 dei saggi più venduti in Italia) e di critica (Roberto Gervaso lo ha definito un “libro splendido” di un “autore geniale e brillante”, uno dei più grandi del novecento spagnolo e non solo). E l’avventura sta per continuare. Sono stanco, ripeto spesso agli amici, a mia moglie. Stanco ma contento. L’assoluta eccellenza dei titoli mi ripaga di tutto il lavoro, di tutti i sacrifici, persino delle incomprensioni. Il 2007 è stato anche l’anno del decennale di ParvapoliS, il quotidiano su Internet che riesce ancora ad essere non solo il sito locale più seguito della provincia ma anche una vetrina abbastanza autorevole di commenti ed approfondimenti. La festicciola è stata l’occasione per tenere a battesimo il nuovo sito, curato da Panservice, e per salutare amici vecchi e nuovi, compagni di viaggio di un’avventura a cui, in quel freddo dicembre di 10 anni fa, non credeva quasi nessuno. Roberta Colazingari, che ha condotto la serata con Mauro Bruno, Elisabetta Rizzo, Diana A. Harja, Natalia Pane, Claudio Ruggiero, Andrea Apruzzese, Rita Bittarelli, Marianna Parlapiano, Maurizio Targa, Maria Corsetti, Sara Fedeli. Io con questa storia mi sento vecchio. E mi deprimo. Già avere un figlio di 13 anni non aiuta. Figuriamoci aver fondato una testata giornalistica che ha quasi la sua età. Non festeggiamo, pregavo. Facciamo finta di niente. Non volevo nemmeno essere invitato. Fatela voi e poi mi dite come è andata. Ci sono gli Overlook Hotel, Loredana De Paola e Roberto Casalino. Vengono pure gli amici de Il Territorio, di Tele Etere, di ego. Il Messaggero invece continuerà ad ignorarci, ma quelli per parlare di te hanno bisogno che almeno vada a fuoco il locale e ci sia qualche morto. Vengono pure Nasso e Zappalà. Nasso da quando ho scritto che l’ho votato mi viene qualsiasi cosa faccio. Qua poi mi tocca votarlo un’altra volta. Viene pure la sorella della Colazingari che si è appena sposata e che sta per partire per il viaggio di nozze. Perfetto, basta che non vengo io. Fare lo struzzo e mettere la testa nella sabbia per ignorare il passare del tempo è una ricetta facile facile. Che è banale. Ma funziona. L’importante è non pensarci su. Poi c’è questa storia del «Diario del Seduttore», che voleva essere uno scherzo, un divertissement, e che sta finendo per essere una bella pagina di televisione, grazie anche alla regia di Cristiano Acquaroli. C’è gente che dice che finalmente s’è letta un mio libro, altri che in edicola hanno faticato a trovarlo perché era finito. «Questo è divertente», mi fanno tutti. Come a dire che gli altri facevano schifo. Io fuori sorrido. Ma dentro gli darei a tutti una coltellata. Solo che pare sia reato. E allora faccio finta di niente.

Mauro Cascio

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