Eventi & Cultura

La guerra dei Tir e l'interesse generale

Nessuna ragione può giustificare un torto a chi non ha nulla a che spartire con l'offesa

12/12/2007

Ma quando sciopereranno i normali, la gente che si alza la mattina e vuole solo avere speranza per il domani? La gente che non ha il potere di "ricatto" sulla gente. Uno sciopero dei cittadini: non mangiamo più, non camminiamo più, non andiamo più ai ristoranti, non mandiamo più i figli a scuola. Una astensione dalla vita. Perché le corporazioni già oggi ci impediscono di vivere: cosa ho a che spartire io con la finanziaria? Oggi a piedi non c'è rimasto Prodi o Padoa Schioppa, ma la gente comune. Oggi dal verduraio la cicoria non l'ha trovata la comare Antonietta non la signora D'Alema o la signora Bertinotti. Gli autotrasportatori non hanno creato danno al signor Montezemolo, ma a Francesco, che l'insalata gli è arrivata in questi giorni, la doveva vendere al mercato e invece sta marcendo nei campi, e che non potrà pagare le tratte, certamente sì. Gli autotrasportatori hanno ragione, ma nessuna ragione può giustificare un torto a chi non ha nulla a che spartire con l'offesa. Se Francesco mi fa un occhio nero, ho ragione ad arrabbiarmi, ma non posso picchiare Antonio che stava a casa sua a farsi i casi propri. Ora se ad Antonio gli girano ha ragione da vendere.
Domanda: ma chi difende Antonio? Perché da quando sono morti i partiti che difendevano gli interessi generali (i socialisti,i liberali,i comunisti, i democristiani) sono nati nuovi soggetti che non hanno idee generali del mondo e quindi sono al servizio delle corporazioni. Una volta i tassisti, un'altra i trasportatori, poi i farmacisti, quindi quelli della grande distribuzione. E noi? E i cittadi- ni chi li tutela? Perché la tutela dei legittimi diritti non può diventare abuso del diritto. Perché il senso civico è conoscere i propri diritti ma anche i propri doveri. I trasportatori hanno il diritto della dignità del loro lavoro,ma il dovere di garantire agli altri le libertà dal bisogno, la libertà del movimento,la libertà di andare a lavorare. I medici non possono astenersi dal curare e far morire i pazienti, hanno il diritto della dignità del loro operato, ma se facessero morire un solo malato sarebbero degli assassini. In Cile iniziò con lo sciopero del trasporto, poi vennero gli scioperi delle casalinghe, poi arrivarono i militari. Sono nato socialista e per me il diritto di sciopero è ignobile. Norberto Bobbio, uno dei padri nobili di questa Repubblica, spiegava: "i mezzi presuppon- gono i fini". Se il fine è nobile i mezzi per raggiungerlo debbono esserlo altrettanto. Se uno sciopero danneggia gli ultimi, lede la libertà dei molti, rischia di vanificare la giustezza del suo fine.

Lidano Grassucci

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