Economia

Latina. Carne di bufalo italiano, accordo per l'Igp

02/02/2001

Si chiamerà "Carne di bufalo italiano" e non "carne di bufalo campano" l'Igp (Indicazione geografica protetta) che garantirà la produzione di carne dell'area che va dalla puglia sino alla provincia romana. L'accordo è stato sottoscritto dai rappresentanti degli allevatori delle province di Casterna, Benevento, Frosinone, Foggia, delle Camere di Commercio di Caserta, Latina, Benevento, Frosinone, Napoli, dall'Unione Industriali di Napoli, dall'Unione Consumatori di Caserta. È questa la conclusione di un lungo braccio di ferro sorto dopo che gli allevatori e le istituzioni della Campania avevamo dato vita ad un loro comitato per il riconoscimento dell'Igp senza tener conto che da mesi gli operatori del sud Lazio coordinati dalla Camera di Commercio di Latina Alfredo Loffredo che aveva portato allattenzione della Regione e dell'opinione pubblica la vicenda. Una presa di posizione che ha portato ad una soluzione in grado di garantire i diritti e le potenzialità di ogni area di produzione, accanto alla dicitura "Carne di bufalo italiano" si potrà aggiungere la denominazione specifica dell'area di produzione. All'incontro che ha portato al superamento della crisi era presente in rappresentanza della Camera di Commercio di Latina, Antonio Rampini vicedirettore generale della Camera. Lo stesso Rampini ha illustrato il progetto di sviluppo messo in atto delle Camere di Commercio di Latina e Frosinone di concerto con l'Università di Cassino per dare corso alla commercializzazione della carne bufalina. In provincia di Latina sono allevati oltre 2000 capi di bufalo, è zona di produzione della mozzarella di bufala campana ed ha importante filiera di lavorazione della carne. L'accordo sottoscritto consente di mettere in comune gli sforzi di sviluppo del progetto e nello stesso tempo di valorizzare le specifiche dell'intera area interessata all'allevamento di bufali. Il progetto di riconoscimento del marchio per la carne di bufalo si inserisce nel quadro complessivo di interventi finalizzati alla valorizzazione del sistema agroalimentare pontino. Sono già stati messi in campo progetti, alcuni definiti, per i riconoscimenti di marchi per il kiwi, il carciofo romanesco, il fior di latte.

Mauro Cascio

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