Eventi & Cultura

Prossedi. Le strade novelle al Palazzo Baronale

07/12/2006

“Le strade novelle al Palazzo Baronale”. È questo il titolo scelto dalla Compagnia dei Lepini per il secondo evento dedicato ai novelli. Il primo si è tenuto sabato scorso presso il Museo Archeologico di Segni. Sabato nove dicembre invece sarà la volta del Palazzo Baronale di Prossedi. Alle venti verranno presentati agli amministratori locali e ai giornalisti gli ultimi progetti messi in campo dalla Compagnia dei Lepini. In seguito ci sarà una degustazione guidata di vini novelli del territorio accompagnati da piatti e prodotti tipici dei Lepini. Le etichette presentate sono tra le migliori del Lazio. Si tratta del “Capriccio di Circe” della Cantina Sant’Andrea di Borgo Vodice, del “Criatura” dell’azienda agricola biologica Marco Carpiteti di Cori, del “Fresco di Palmento” dell’azienda Ganci di Borgo Grappa, del “Sanpotito” dell’azienda agricola Casale del Giglio di Borgo Montello e dei “Novelli Igt Lazio” dell’azienda agricola Ceracchi di Velletri e della cooperativa sociale Cincinnato di Cori. Nella prima parte della serata, verranno presentati cinque itinerari di turismo enogastronomico che toccano tutti i diciassette comuni del comprensorio lepino (Artena, Bassiano, Carpineto Romano, Cori, Gorga, Maenza, Montelanico, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccamassima, Roccasecca dei Volsci, Segni, Sermoneta, Sezze, Sonnino). Si è pensato di ripercorrere le strade seguite dai lavoratori di un tempo, le strade seguite dai nevaroli, dagli strammari, dai muratori, dalle spigolatrici e dalle ricottare. La realizzazione di questi percorsi rientra nei progetti previsti dal Programma STILe (Sviluppo turistico integrato dei Lepini). Con essi si vuole mettere in evidenza lo stretto rapporto tra il cibo e la vita della comunità locale. Per fare solo un esempio, a Carpineto Romano, città di montagna, si possono gustare ottime pietanze marinare. Ciò è possibile grazie ai nevaroli che un tempo raggiungevano le città del litorale pontino per vendere il ghiaccio. Al ritorno portavano con sé prodotti ittici che le donne impararono presto a cucinare.


Rita Bittarelli

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