Politica

Antiproibizionismo a Latina. «I prof fumano spinelli». I radicali pontini sulle dichiarazioni di Veronesi: «Un'altra prova di grande saggezza». Contro i pericolosi "pedrizzismi"

14/01/2001

«Con le sue dichiarazioni di ieri sulle droghe, Umberto Veronesi, il medico e il politico Veronesi, ha dato un’altra lezione di saggezza ad una politica impazzita, che per un verso continua ad alimentare l’ipocrisia della “contabilità doppia”, del “si fa ma non si dice”, e per altro verso la accompagna e la copre con lo spaccio di vecchie e nuove ricette proibizioniste, poco importa se trucemente gasparriane o solidalmente liviaturchiane». Sono parole dei radicali pontini che plaudono, insieme agli studenti, alle dichiarazioni di Veronesi che ieri, tra l'altro, ha anche detto: «Anche prof fumano spinelli».

Ovvero "Veronesi ricorda a tutti che proibire non serve, che ai fenomeni di massa non si risponde con la repressione, e che – anche su questo, come su tutto- non si può, non si deve confondere l’uso con l’abuso.

A questa “scandalosa” ragionevolezza, che accrescerà ulteriormente la stima di tanti italiani per questo ministro, il Polo ha già risposto con i consueti pedrizzismi – dei quali i giovani di destra potranno sorridere fumandosi uno spinello – mentre l’Ulivo continua a tacere.
Da mesi, masochisticamente, in corrispondenza con i sondaggi che accreditano la popolarità di Veronesi e delle sue tesi antiproibizioniste, l’Ulivo ha scelto di trattarlo come se fosse un ministro del Polo: o si tace, o lo si smentisce, o lo si degrada a “tecnico”.

Anche su questo, insomma, è già, è ancora unità nazionale.
Fuori (in tutti i sensi: “fuori” da questa unità, e soprattutto “fuori” dalla possibilità di far conoscere al paese proposte e soluzioni che gli italiani premierebbero, come avvenne con il referendum antipunizionista del 1993), i radicali: resta il fatto che, se i radicali saranno anche fuori dal prossimo Parlamento, con loro resterà fuori anche la possibilità di condurre in porto la lotta per la legalizzazione, la regolamentazione e il controllo di tutte le droghe".

Mauro Cascio


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