Eventi & Cultura

Priverno. I Carmina Burana di Orff a Fossanova

30/06/2006

Uno dei momenti più attesi della stagione culturale e musicale estiva privernate appena iniziata è arrivato: il prossimo giovedì, 6 luglio, alle ore 21.30, l’abbazia di Fossanova vivrà un momento irripetibile con l’esibizione del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma diretto da Roberto Gabbiani con i Carmina Burana di Carl Orff per soli, coro, due pianoforti e percussioni. Il Borgo si prepara ad accogliere l’evento: per l’occasione il Museo Medievale rimarrà aperto fino alle 24 e l’ingresso sarà a biglietto ridotto. La scelta del luogo non poteva essere più suggestiva e appropriata: una cornice gotico – cistercense, costruita sui ruderi di un’antica villa romana, dal XII secolo complesso monastico dell’ordine religioso dei cistercensi, accoglierà tra atmosfere pregne di memorie risalenti a secoli di storia ormai trascorsi, armonizzandosi presto con le note del pianoforte e delle percussioni, i canti goliardici di Orff. I Carmina Burana sono una delle più importanti sillogi di documenti poetici e musicali del Medioevo, raccolti nel Codex Latinus Monacenis. Il termine è stato introdotto dallo studioso Johannes Andreas Schmeller nel 1847 in occasione della prima pubblicazione del manoscritto conservato in origine nell'abbazia fondata attorno il 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera. Dal 1803, anno dell'entrata in vigore dell'editto napoleonico volto a secolarizzare i beni ecclesiastici, il manoscritto è conservato nella Biblioteca Nazionale di Baviera. Esso contiene in tutto 315 testi poetici scritti su 112 fogli di pergamena decorati con 8 miniature delle quali una rappresenta la Ruota della Fortuna. I componimenti sono per lo più anonimi anche se compaiono nomi celebri come Pietro Abelardo, Ugo d'Orleans, Gautin de Châtillon, Pierre de Blois. Se da un lato troviamo i ben noti inni bacchici, le canzoni d'amore ad alto contenuto erotico e le parodie blasfeme della liturgia, dall' altro emergono un moralistico rifiuto della ricchezza e la sferzante condanna della curia romana, dedita solo alla ricerca del potere. I Carmina Burana, ed in particolar modo il brano O Fortuna, sono noti soprattutto grazie al lavoro postumo realizzato da Carl Orff nel 1937 che non si è sempre attenuto alle indicazioni contenute nel codice: si tratta dunque di musica del Novecento appoggiata su questi testi medievali in parte modificati. L’iniziativa è stata organizzata unitamente all’ATCL romana (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio), alla Regione Lazio e all’Amministrazione Provinciale. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. Per informazioni e contatti è possibile rivolgersi ai numeri 0773912202 (Ufficio Cultura), 0773.904601 (Museo per la Matematica) e al numero 0773.905065 (Museo Archeologico).

Rita Bittarelli

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