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Terracina. Nardi, gli sconfitti covano rabbia e rancori. Pietro Longo: «La riconferma del primo cittadino era quasi scontata...»

17/06/2006

Nardi sindaco a dispetto di santi e demoni? Per qualcuno, evidentemente si. Scrive Pietro Longo, coordinatore cittadino di An:
«Il risultato elettorale è invece il frutto di un lavoro quinquennale, nato nel momento stesso dell’insediamento nel 2001 dell’attuale amministrazione, mai interrotto e finalizzato anche in chiave del prossimo lustro.
Un paziente lavoro di ricucitura, fondato non su compromessi ma sull’attenta analisi del programma amministrativo, ha consentito la ricomposizione della Cdl locale.
Sempre la Cdl ha sostenuto, a livello locale e provinciale, la ricandidatura Nardi, anche a dispetto dei sopraccitati santi e demoni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: lo strabattuto, vituperato e irriso Nardi ha stracciato prima una nutrita ectoplasma concorrenza , poi il candidato di un presidente regionale che, senza scherzare, ma con un messaggio di non difficile identificazione etnica, ha detto “se vince, e solo se vince Recchia, dietro ci sarà il presidente della regione”, ergo, se vince il centrodestra, la democrazia va a farsi benedire e gli atti dovuti diverranno bandiere burocraticamente insormontabili.
Ma questo non ci scoraggia, anzi…
A fronteggiare anche l’impossibile l’altroieri, ieri, oggi e domani, Nardi e Alleanza Nazionale non sono mai stati soli.
Senza alcuna necessità di mai richiesti microfoni, televisioni, luci della ribalta e discorsi altisonanti, ma nella naturale logica del senso di responsabilità verso il partito, il Commissario Provinciale, Riccardo Pedrizzi e il Vice Commissario Guglielmo Saurini, hanno, sempre a dispetto dei sopraccitati santi e demoni, creduto in Nardi e in quello che era il polso vero della situazione locale, e i risultati non sembrano aver dato loro torto, anzi.
Resta il rebus della cervellotica decisione di far piovere dal cielo un candidato alternativo ad una settimana dal redde rationem.
Ma, a parte millantate telefonate dall’alto dei cieli, fax di incarico mai visti, e con quello visto, per il contenuto, concepito più che da un dirigente regionale del partito da un funzionario della corte di Bisanzio, tanto era criptico nella sua elucubrazione sul vuoto cosmico, altro non c’è stato.
Ma è un problema interno di AN, da rivisitare se qualcuno, dopo i risultati, è disposto a scendere dal carro del vincitore, sul quale si è prontamente fiondato, e in prima fila, al momento della da lui non auspicata vittoria di Nardi, ma è improbabile che ciò accada…soprattutto se, ma in modo falsamente ingenuo, qualcuno si batterà per una sorta di amnistia interna».

Rita Bittarelli

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