Economia

LSU, altre possibilità di impiego

21/12/2000

Molti Lsu della provincia di Latina, lavoratori socialmente utili, hanno avuto la possibilità di uscire dalla condizione precaria e incerta in cui si trovano, grazie alle nuove possibilità studiate e messe a punto dall’amministrazione provinciale insieme a “Italia Lavoro”, agenzia governativa per lo sviluppo di politiche attive per l'occupazione. In un incontro, svoltosi nell’Aula consiliare della Provincia, l'assessore alle Attività produttive, Stefano Orsini, e i rappresentanti di Italia Lavoro hanno illustrato l'attività svolta per la “stabilizzazione occupazionale” dei Lavoratori Socialmente Utili (LSU), attuata con il Progetto OFF (Orientamento formazione finalizzata). «Il nostro – spiega Orsini – è stato un tentativo riuscito di integrare al problematica Lsu con l’imprenditoria locale. Siamo convinti che sia proprio l’impresa locale il maggior bacino che può impiegare questi lavoratori». La vera novità del progetto è stata proprio quella di riuscire ad impiegare molti Lsu in aziende private anziché negli Enti locali dove erano impiegati. L’attività di “Italia Lavoro” prende in esame il periodo gennaio-novembre 2000, durante il quale i lavoratori contattati sono stati intervistati, così da elaborare un loro “profilo individuale”. Il momento successivo, l’incontro domanda-offerta, ha permesso di avviare a forme di lavoro più stabili un gran numero di lavoratori. Gli Lsu presenti in provincia di Latina, in carico a vari Enti, sono 1261 di cui 677 donne. I dati statistici mettono in evidenza come la maggior parte degli Lsu abbia un’età compresa nella fascia 34-45 anni, vivono in una famiglia monoreddito con più di tre persone. Facilmente considerati “classi” vicine al disagio sociale. L’analisi delle “fuoriuscite”, relativo al periodo 2000, vede 473 lavoratori lasciare il mondo degli Lsu, di questi 226 vanno in pensione e 113 come dipendenti in cooperative, scarse le assunzioni presso gli enti o aziende private, nessuno è diventato socio di cooperative o ha tentato l’autoimpiego. I commenti, a conclusione dell’analisi, non sono positivi per quanto riguarda l’atteggiamento “al lavoro” degli Lsu. La maggior parte di loro non è in grado di identificare il progetto LSU in cui sono inseriti. Non sono convinti dell apossibilità di un lavoro autonomo, non sono propensi a grandi trasferimenti, diffidano molto dal divenire soci di cooperative. Insomma “sì al lavoro”, purché sia in un ente pubblico.

Redazione ParvapoliS


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