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Europei di pattinaggio. È la fine... con un po' di colore

10/07/2000

I Campionati europei di pattinaggio sono terminati. Il momento della smobilitazione è cominciato, e puntuali già stamattina, di buonora, si sono presentati i primi creditori. Tra il cercare una bandiera e l'altra da riconsegnare alle amministrazioni, Adelino Varsalona - presidente del Comitato organizzatore - stacca gli assegni con giustificata attenzione e interrogativi: «Perché nelle altre manifestazioni prendono i soldi dopo sei mesi e qui si presentano già il giorno dopo? Forse perché siamo efficienti?». Non mancheranno le occasioni per tornare a discutere su come la città di Latina ha vissuto quest'esperienza sportiva. Intanto il Comitato organizzatore incassa i complimenti, da parte di tutte le squadre partecipanti, sull'ospitalità che ha garantito; questo è il risultato di una "inchiesta" giornalistica (con malizia?) svolta tra le rappresentative. A Cesare quel che è di Cesare. Ne sa qualcosa il greco Miltos Miltiadis, che non è proprio un bronzo di Riace bensì una delle eminenze grigie della manifestazione, il quale ancora oggi baccaglierà con un albergatore per dei servizi non ritenuti all'altezza di una ospitalità degna di tale nome. Gli atleti. Tutti bravi e compresi nel loro ruolo. I maschi non li consideriamo, con il loro fisico sono una vera e propria concorrenza sleale per chi di attività sportiva fa solo quella masticatoria. Tra le femminucce, non è per partigianeria, svettano le italiane, davvero carine. I due opposti, il sorriso sempre aperto di Valentina Belloni e il il "musetto imbronciato" di Cinzia Ponzetti, da vedere con quale eleganza si sfilava la maglietta di gara durante un giro di defaticamento. La squadra femminile spagnola tra il suo personale conta anche una truccatrice. Non si spiega altrimenti come faceva, sempre , la loro campionessa Sheila Herrero ad essere truccata alla perfezione e capelli in ordine già subito dopo avere gareggiato. Che dire, una vera e propria "nipotina" di Natalia Estrada, la somiglianza non manca. Ma anche Latina non sfigura. Da gustarsi un sindaco Finestra così arzillo durante le premiazioni, che quasi saltellava nel compiere il percorso della cerimonia. E poi, non ha mancato di baciare una per una tutte le premiate… buongustaio! Avranno fatto anche a lui l'antidoping? Proprio a questi addetti è toccato il lavoro più ingrato e lontano dai riflettori: avranno maneggiato in questi giorni qualche decina di litri di pipì, provetta più provetta meno. Purtroppo anche il dramma. Due atlete azzurre hanno lasciato, a Latina, un pezzettino del loro, sì giovane, ma già infranto cuoricino. Davanti alle transenne, prima di una cerimonia, con gli occhi di fuori una dice all'altra: «Guarda quest'uomo. È proprio un fico!!! Che stile!». Chi è lui? Con i suoi baffetti da sparviero non può non essere che il segretario provinciale del CONI, Marcello Zanda - Maestro dello Sport - e Cerimoniere dei campionati. Il nostro moschettiere se ne stava impavido appoggiato a due mani alle transenne, con giacca e cravatta, pronto per guidare l'ennesima premiazione. La signora Zanda stia tranquilla, lui non s'è proprio accorto delle due pulzelle innamorate.

Redazione ParvapoliS

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