Politica

Consiglio comunale. Come da programma… rinviato

04/11/2000

Nulla da fare per la seduta del Consiglio comunale di ieri pomeriggio. Lo stesso sindaco Finestra ha chiesto, in apertura dei lavori, il rinvio dell’assemblea poiché sta procedendo «alla verifica della maggioranza, per vedere se si può andare avanti con questa amministrazione, oppure se è il caso di rassegnare le dimissioni». In aula era presente l’opposizione e il gruppo di Alleanza nazionale, per coerenza con quanto deciso il giorno prima in conferenza dei capi gruppo, assenti “previsti” gli uomini di Forza Italia, del Ccd e del Cdu. Il tempo per il presidente De Monaco di dichiarare chiuso il Consiglio, e partono le riunioni dei gruppi politici nelle salette di via Farini. Nessuno all’interno del Polo pensa davvero che Finestra darà le dimissioni, in ogni caso il sindaco promette che «se andrà via, la gente si ricorderà di lui», forse è un messaggio cifrato per dire che la sua eventuale uscita non sarà indolore per molti? Neanche gli uomini dell’opposizione pensano a un Finestra che prepara le valigie. I più smaliziati sostengono che il sindaco aspetta la nuova legge che permetterà ai primi cittadini di candidarsi “fino a quando saranno eletti”, insomma senza più vincoli al numero di mandati, due come avviene oggi. In una ipotesi del genere, continuano, il “vecchietto” Finestra mollerà il Polo, e si candiderà da solo appoggiato da due liste civiche, anzi forse una del Movimento Sociale – Fiamma tricolore in coppia con una civica. E a Finestra, da combattente quale si professa, di certo non manca il coraggio per una scelta del genere. Lo sanno anche alcuni dell’opposizione, i quali sostengono che in un caso del genere Finestra potrebbe anche farcela ad essere eletto di nuovo sindaco. Le discussioni a via Farini sono ormai terminate, solo il gruppo di Forza Italia rimane chiuso nella stanza, per proseguire la chiacchierata ancora alle otto di sera sul marciapiedi. La situazione di crisi che sta vivendo l’amministrazione della città preoccupa tutti i consiglieri, di qualunque zona dei banchi dell’aula. Ma fino ad un certo punto. Le discussioni, anche queste sul marciapiede, si animano quando si toccano argomenti tipo «noi “quel tizio” lo candidiamo come deputato in quel collegio uninominale! Vedrete che colpo», e altri a rispondergli che «è meglio che dai retta a me, l’analisi dei voti che ha preso alle ultime elezioni non è buona, ce li farà perdere i voti». I giochi sono ormai quasi fatti. La testa è altrove.

Redazione ParvapoliS


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