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Firenze. Il Mestiere del Giornalista. Giacomo Di Iasio: «Un premio nazionale per Uffici Stampa. Per dare prestigio a un ruolo così importante»

21/11/2003

Davanti le Telecamere di ParvapoliS Giacomo Di Iasio.
Nella famiglia del giornalismo entrano a pieno titolo anche gli uffici stampa. È stato infatti assegnato il primo premio nazionale "Giornalismo: l’Addetto Stampa dell’anno". In Palazzo Vecchio, da tutta Italia, sono convenuti circa 400 professionisti che svolgono quest’attività di informazione per seguire sia il Seminario Nazionale “"Uffici Stampa degli Enti Pubblici: principi e regole per l’attuazione della Legge 150/2000", sia la cerimonia di premiazione. Gli assessori del Comune di Firenze, Francesco Colonna e Eugenio Giani, sono intervenuti per sostenere l’iniziativa.
L’appuntamento è stato organizzato dal Gruppo Nazionale e Toscano dei Giornalisti Uffici Stampa (GUS), con il patrocinio di Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Ordine dei Giornalisti (ODG), Associazione Stampa Toscana (AST), Comune e Provincia di Firenze.
I premi, divisi in 7 sezioni, sono andati a giornalisti di diverse regioni italiane.
Per il premio alla ‘carriera’ la giuria ha scelto Antonio Bettanini (Liguria), attuale coordinatore della comunicazione del Ministro Franco Frattini (dal 1977 iscritto all’Ordine). Una menzione speciale è andata a Giorgio Cristallini (Toscana) per 40 anni di attività.
Nella sezione ‘Pubblica Amministrazione’ ha trionfato Lino De Marchi (Capo Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto). La menzione speciale è andata a Elisabetta Ramogida (Lazio), Addetta Stampa Commissione Nazionale Parità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La sezione ‘Attività sul territorio’ è stata vinta da Luciano Martelli (responsabile Enel Comunicazione Toscana). Menzione speciale a Gaetano Perricone (Sicilia), responsabile Ufficio Stampa Ente Parco dell’Etna.
La sezione ‘Economia’ è andata a Davide Grassi (Lombardia), responsabile Comunicazione e Immagine Intel srl. Menzione Speciale a Maria Serena Quercioli (Toscana), addetto stampa Centro Commerciale I Gigli di Campi Bisenzio.
Sezione ‘Cultura, sport e spettacolo’ vince Maurizio Pizzuto (Lazio), direttore Area Web Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Menzione speciale a Giuseppe Sapienza (Lombardia), vice-direttore comunicazione A. C. Milan Spa.
Si aggiudica la sezione ‘No Profit’ Fulvio de Nigris (Emilia Romagna), addetto stampa Associazione ‘Gli amici di Luca’ di Bologna. Menzione speciale Gabriele Salari (Lazio), capo Ufficio Stampa Greenpeace Italia.
Inoltre, il premio speciale Addetto Stampa e Tv Locali/RTV38 è stato assegnato a Enrico Zanchi (Toscana), già Capo Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Toscana ed adesso del Siena Calcio.
Infine, è stato conferito un premio speciale alla memoria del Consigliere Segretario Tesoriere del GUS Nazionale, Luisa Jamoretti, ex addetta stampa della Fiera di Milano.


La comunicazione pubblica è giunta a metà del guado: indietro, verso epoche in cui la Pubblica Amministrazione era incapace di informare, non si può più tornare. Il tragitto in avanti, verso una società in cui gli enti comunicano per rendere più comprensibile ed accessibile lo Stato democratico, è ancora irto di ostacoli, non ultime tante amministrazioni pubbliche che fanno ancora "orecchie da mercante" rispetto alla legge 150 del 2000. Già, proprio quella che stabilisce la necessità – per gli Enti Pubblici – di comunicare, di dotarsi di uffici stampa, di Uffici per le Relazioni con il Pubblico e di portavoce.
Queste le riflessioni scaturite dal seminario coordinato da Gino Falleri, presidente nazionale del Gus.
Sia chiaro: la 150/2000 non è una legge "impositiva", non prevede strumenti punitivi per le P.A. che non si adeguano; è una legge che "consiglia", e questo – in una burocrazia negativamente sedimentata come quella italiana – non aiuta di certo. Chi ne risente è il rapporto tra Ente e cittadini, ben illustrato – tra gli altri – da Carlo Sorrentino, docente di Teoria e Tecniche delle Comunicazioni di Massa all’Università di Firenze: «Da una autorità attribuita come un atto di fede, si è via via passati nei decenni ad una autorità la cui legittimazione deve venire dalla negoziazione con i cittadini».
Dopo gli esempi positivi, rappresentati da Francesco Colonna, rappresentante del Sindaco di Firenze (il cui uffici o stampa conta sette giornalisti, di cui cinque professionisti) e da Salvo Fleres, Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Siciliana (che ha ricordato come sia stata proprio questa Regione, negli anni ’70 a precorrere i tempi, dotandosi di un ufficio stampa, indicando la medesima strada per tutti gli Enti controllati e contrattualizzando nella maniera giusta i giornalisti ivi impegnati), Donatella Cherubini (docente della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena) ha posto un doloroso accento non solo sulla formazione, ma soprattutto sull’aggiornamento "in corsa" dei giornalisti impegnati nelle Pubbliche Amministrazioni.
Gerardo Mombelli, Presidente dell’Associazione Comunicatori della Pubblica Amministrazione ha sottolineato le difficoltà che vivono i colleghi da un punto di vista contrattuale e previdenziale, dato che – purtroppo – è ancora raro che venga applicato in questi settori il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico. Viene sempre utilizzato infatti il contratto per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, con tutto ciò che questo comporta, in particolare dal punto di vista previdenziale, dato che le aliquote Inpdap sono inferiori a quelle dell’Inpgi.
«La 150 è una barriera storica: indietro non si può più tornare, pur nel momento di transizione dato dall’anomalia di una legge che tarda ad essere applicata» tuona nella sua analisi finale Lorenzo Del Boca, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. La legge è comunque un punto di riferimento: «Ora solo gli iscritti all’Ordine possono essere addetti stampa degli Enti Pubblici, come è giusto per l’efficacia e la delicatezza dell’informazione. Questo fa prevedere anche un ampio bacino occupazionale, se si pensa che i Comuni in Italia sono più di 8.000, a cui vanno aggiunte Province, Regioni, Asl ed altri soggetti».
Anche l’assessore al Comune di Firenze Eugenio Giani ha detto: «Oggi non si tratta più solo di informare, ma nelle redazioni vi è la necessità di tener conto del filtro informativo che attraversa l'attività amministrativa e politica e che per essere fedele deve essere efficiente, chiaro e trasparente. Ecco quindi che l'Addetto Stampa in questa funzione ha un ruolo essenziale sotto gli occhi di tutti».

La giuria è stata presieduta da Giacomo di Iasio, presidente del GUS Toscana ed ideatore del premio. Vi hanno fatto parte i direttori dei quotidiani Francesco Carrassi (La Nazione), Cristiano Draghi (Il Corriere), Bruno Manfellotto (Il Tirreno), la responsabile dell’Agenzia Waypress Odile Bonnefoi, il presidente del Gus Nazionale Gino Falleri, il Segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi, il capo delle relazioni esterne di Fiorentinagas Fabrizio Pieralli ed il portavoce del presidente della Provincia di Siena Michele Taddei. Segretario il giornalista Franco Mariani.

Andrea Apruzzese


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