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Fondi. Una piazza per i Martiri delle Foibe: dura la Sinistra Giovanile. Martina Parisella: «Che non sia un passaporto per una vendetta politica»

28/10/2003

«Il 25 aprile è la data della Liberazione, legata particolarmente alla Risiera. Il 25
aprile - specifica in evidente, simboleggia l'esito finale positivo della lotta al
nazi-fascismo, il successo della Resistenza e quindi l'inizio della vita democratica
della nuova Italia».
«Sia chiaro - aggiunge subito dopo Ciampi, per non rischiare di essere frainteso -, le
Foibe sono il simbolo di un'altra lotta, etnica, scatenata da chi voleva ridurre
l'italianità di queste zone facendo fuori il maggior numero possibile di persone italiane».
Qualcosa, dice il presidente, che aveva "obiettivi orribili, tipo la Shoah".
Ma il punto è che si tratta di "due cose storicamente distinte, il cui punto comune è
soltanto nella pietà che va riconosciuta alle vittime".
Due episodi, due fatti da non confondere. Per non rischiare di confondere la memoria
storica in un calderone indistinto di responsabilità. Soltanto dopo aver messo a fuoco
questi punti, avverte infatti Ciampi, si può "guardare alla nostra storia e al futuro
con la serenità che ci deriva dalle istituzioni nazionali ed europee che abbiamo saputo
costruire".

«Queste», scrive Martina Parisella della Sinistra Giovanile di Fondi, «sono le parole che
il Presidente Ciampi, ha pronunciato il 25 aprile a Trieste in occasione della Festa
della Liberazione; parole alle quale noi ci associamo e le ribadiamo qui a Fondi, dove
sta per essere intitolata una Piazza ai martiri delle Foibe, sperando che non si voglia
prendere la scusa di un accadimento preciso - le foibe - e usarlo come passaporto per
fare passare una vendetta politica di parte, allora questo appare ancora più penoso!
e che si tratti assolutamente di un approccio culturale e non biecamente politico
di parte e che viene a galla solo perché in alcune regioni partiti di centro destra,
con un recente passato fascista, decidono di gettare la maschera ed usare comportamenti
che portarono i fascisti ed i nazisti a bruciare libri e persone nelle piazze di
tutta Europa non più tardi di mezzo secolo fa.
Ci spettiamo pertanto, da parte dell'Amministrazione Comunale, altrettanto rispetto e
soprattutto "MEMORIA" per i numerosi Italiani che persero la vita nel ventennio fascista:
donne, uomini, vecchi e bambini, partigiani, patrioti, benemeriti della guerra di
liberazione; militari che hanno preso parte alla guerra di liberazione nei reparti
delle Forze Armate; quanti durante la guerra di liberazione siano stati incarcerati o
deportati nei campi di sterminio o di internamento per attività politiche o per
motivi razziali o perché, essendo militari internati, non abbiano aderito alla
repubblica sociale italiana o a formazioni armate tedesche.
Celebrando la giornata della memoria, creando informazione nelle scuole, e magari
collocando un monumento, a loro dedicato, in Piazza Unita' D'Italia».

Mauro Cascio

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