Economia

Tasse. Uilp: «Serve una politica con meno sprechi e più servizi»

21/10/2000

«Come immaginavamo il consiglio comunale non ha preso provvedimenti concreti
per ridurre la pressione fiscale a Latina». È questo il commento di
Francesca Salvatore, segretario generale della Uilp di Latina.
«La discussione in consiglio, come gli interventi delle forze politiche
di maggioranza è cervellotica» - dice la Salvatore - « perché a parole
tutti voglio risolvere il pasticcio emerso con le bollette della Tarsu, ma
nessuno interviene in modo concreto per sospendere i provvedimenti
iniqui. Eppure in tutte le città d'Italia vediamo campeggiare
da parte del Polo i maxi poster in cui promettono meno tasse per tutti.
Se Latina è il laboratorio del centro destra, credo che gli italiani
debbano sapere ciò che stanno sperimentando in questi giorni i cittadini
di Latina. Tra l'altro le bollette della Tarsu stanno ancora pervenendo
ai contribuenti in molti casi in ritardo rispetto alla scadenza di pagamento
della prima rata fissata al 30 settembre, senza tra l'altro che gli utenti
possano dimostrare tale ritardo poiché sulle buste manca la data di spedizione
del timbro postale. Ci domandiamo visto come stanno andando le cose: ma
il Comune in quest'ultimo caso applicherà anche gli interessi di mora?
Comunque - continua il segretario della UILP - giudichiamo in maniera
negativa la non sospensione della tassa sui rifiuti così come giudichiamo
negativamente il silenzio della Giunta rispetto alle richieste del
sindacato di discutere il "dramma tasse" nel Comune di Latina. Qualsiasi
ammortizzatore o bonus per il prossimo anno proposti dalla Giunta
Finestra sono dei palliativi e non affrontano il cuore del problema che è l'eccessiva
pressione fiscale. Nei prossimi giorni valuteremo insieme a SPI CGIL
e FNP CISL ipotesi di lotta contro la politica del Sindaco Finestra.
Politica fatta di più tasse e meno servizi perché la nostra impressione
è che gli aumenti delle tasse servono a finanziare Società del Comune
inutili o in passivo come l'Intermodale e la Società delle Terme».

Mauro Cascio


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