Politica

Tariffa dei rifiuti. Si paga

20/10/2000

Inutile farsi illusioni. La tariffa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e non più “tassa sulla nettezza urbana” come una volta, per l’anno 2000 non sarà sospesa, tanto meno ridotta o annullata. In molti si aspettavano una decisione del genere, anche perché la maggioranza in questi giorni non fa altro che riunirsi per discutere su questo argomento. Eventuali variazioni saranno rinviate al 2001. Chiunque è abbastanza inserito nella macchina burocratica di una amministrazione comunale sa che arrivati a questo momento, cioè a ottobre, non è più possibile nessuna variazione di Bilancio. Lo sanno tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Le tariffe dello smaltimento dei rifiuti sono approvate dal Consiglio comunale entro lo stesso termine nel quale, per legge, deve essere approvato il Bilancio di previsione, e nel caso del “2000” ciò è avvenuto lo scorso marzo. Le normative che prevedono questo meccanismo sono due Decreti legislativi, il 507/93 e il 446/97. Altro discorso è il sistema, previsto dal Decreto Ronchi, con cui è calcolata la tariffa, dove oltre alla superficie dell’immobile si considerano anche i componenti del nucleo familiare, per arrivare un giorno al peso dei propri rifiuti prodotti. Ogni utente dal 2005 pagherà in ragione di quanta “immondizia produce”. I Comuni, oltretutto, saranno obbligati, sempre da quella data, al “riequilibrio dei conti”: le spese di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dovranno essere coperte con le sole entrate delle tariffe. Che ogni Comune si arrangi come può. Quello di Latina sino ad ora copre le spese per l’83%. Un elemento di certezza dalle riunioni della maggioranza è che a nessuno piace il sistema di tariffazione di quest’anno, basato solo sui metri quadrati della propria abitazione o locale commerciale. Con probabilità, proporranno dal prossimo anno il criterio aggiuntivo del numero dei componenti il nucleo familiare. Rimane il mistero del perché non ci abbiano pensato prima, quando a marzo è stata votata la delibera, specie chi della maggioranza oggi tuona contro questo aumento della tariffa. Ricorre la voce in queste ore che il Comune presenterà le sue scuse agli utenti. Difficile pensare una scelta del genere. Il Comune ha chiesto, invece, al concessionario della riscossione, il Monte dei Paschi di Siena, di inviare una lettera ad ognuno dei 45.000 utenti per spiegare la vicenda e fornire i dati riepilogativi mancanti. Si tratta dell’indicazione della superficie e soprattutto delle condizioni per godere di eventuali riduzioni o agevolazioni. Di tutta questa serie di discussioni sulla Tarsu rimangono due questioni che meritano chiarezza e conoscenza da parte degli utenti. Davanti al Tar è pendente un ricorso del gestore della discarica di Montello, la Indeco, che dalla seconda metà del 98 rivendica, dal Comune di Latina, una tariffa di 112 lire per chilo di rifiuti “conferiti” nella discarica anziché le attuali 88 lire. Se la Indeco vince, il Comune dovrà pagare la differenza, compresi gli interessi, dal 98 a quando sarà emessa la sentenza. Questo determinerà un altro aumento delle tariffe, ed il Comune non c’entrerà nulla. Infine, la seconda questione è un po’ più imbarazzante. Nelle casse comunali devono entrare delle somme, provenienti formalmente dagli altri comuni, quali risarcimento per la “servitù” che Latina patisce quale sede finale della raccolta dei rifiuti. Ancora non è chiaro chi materialmente deve dare questi soldi, fatto sta che gli uffici comunali non fanno altro che spedire lettere di diffida, senza risultati di rilievo. Soldi non ne arrivano. Bisognerà ricorrere alle aule giudiziarie? Questo contenzioso riguarda Borgo Montello, perché alcuni elementi della maggioranza chiederanno che proprio le somme provenienti dagli altri comuni siano impiegate per la realizzazione di infrastrutture di ogni genere, secondo quelle che la Circoscrizione determinerà, a vantaggio del Borgo e delle zone limitrofe. Un ultimo dubbio sulle proteste dei politici, di maggioranza e opposizione, manifestate in questi giorni. Strano che nessuno di loro si sia rivolto formalmente alla Direzione Centrale per la fiscalità locale del Ministero delle Finanze, cui è attribuita la funzione di vigilanza sulla gestione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti ed il controllo sulle delibere regolamentari e tariffarie.

Redazione ParvapoliS


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