Economia

Fondi. MOF, ancora polemiche. Giuseppe Savani (Ugl): «Sono quattro gli addetti ai servizi collocati in aspettativa senza retribuzione»

12/09/2003

Continuano le persecuzioni ai danni dei lavoratori del MOF. Salgono, difatti,
a quattro gli addetti ai servizi di mercato collocati in aspettativa senza
retribuzione. Agli ultimi due lavoratori rimasti a prestare servizio presso
la centrale frigorifera del MOF, è stato ridotto ulteriormente l'orario
di lavoro e la relativa retribuzione. La giustificazione data dalla Best
Service, per tale atto, è stata l'applicazione del CCNL Commercio, il quale
prevede una retribuzione di 6° livello, poco più 1000 euro con 160 ore mensili
di lavoro. Il problema è che i lavoratori, per percepire tale somma, devono
lavorare circa 260 ore. Le nuove norme, in materia di Società Cooperativa,
prevedono che ogni socio-lavoratore debba percepire una retribuzione in
base alla qualità e quantità del lavoro che svolge, applicando in tal modo
il CCNL e la legge 300/70 dello Statuto dei Lavoratori. Tutto ciò non avviene
alla Best Service.
Il MOF, avendo assegnato in appalto i suoi servizi, deve vigilare sulle
società con cui intrattiene rapporti di lavoro, controllando che queste
rispettino i CCNL vigenti. Alcuni mesi fa quando tredici dipendenti, delle
cooperative Best Service ed Euroservice, avviarono una vertenza di lavoro
contro il MOF spa, uscì la notizia che, per l'ampliamento delle sue strutture,
sarebbe stato assunto nuovo personale. La società, dopo aver stipulato presso
la Federlazio un accordo con un'organizzazione sindacale, riassunse nove
dei tredici lavoratori che avevano intentato la vertenza. Tra le varie clausole
contrattuali si legge: 6° livello invece di 5° con la conseguente rinuncia
alle differenze contributive e retributive chieste, l'obbligo a non aver
più nulla a pretendere né per il passato né per il futuro. I quattro lavoratori
che rifiutarono le condizioni imposte dal MOF spa ora sono senza lavoro
e nell'attesa di una sentenza. Il MOF per tredici anni ha integrato il proprio
personale con quello di altre società violando così la legge 1369/60. Tale
legge precisa che: È vietato all'imprenditore di affidare in appalto
o in subappalto o in qualsiasi altra forma, anche a società cooperative,
l'esecuzione di mere prestazioni di lavoro mediante impiego di manodopera
assunta e retribuita dall'appaltatore o dall'intermediario, qualunque sia
la natura dell'opera o del servizio cui le prestazioni si riferiscono.
Nessuno ha mai fatto nulla. L'UGL chiede il reintegro dei quattro lavoratori
nelle precedenti mansioni, ma soprattutto condizioni contrattuali e lavorative
dignitose. Inoltre Giuseppe Savani, rappresentante sindacale dell'UGL terziario
di Fondi, chiede l'intervento del Prefetto di Latina, dell'Assessore Regionale
alle Attività Produttive e di quello alle Politiche del Lavoro con la speranza
che qualcuno di essi dia un segno di presenza.

Rita Bittarelli

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