Cronaca

Fondi. Gemellaggio con Prata d’Ansidonia

04/08/2003

Il 4 e 5 agosto, un pullman di fondani, si recherà a Prata d’Ansidonia (a 18 km dall’Aquila) per stringere un legame di amicizia e per gemellare le due rispettive Pro Loco in virtù di Sant’Onorato: nativo dell'odierna Civita Ansidonia, l'antica Peltuinum, presso 1'Aquila. Nato da un colono di un patrizio romano di nome Venanzio, si distinse fin dalla fanciullezza per la rinunzia ai beni terreni per quelli del mondo celeste. Di Fondi, Onorato, ne è il patrono e riuscì ad unire nel monastero ben 200 religiosi che seguirono volentieri il suo ammaestramento mettendosi alle sue dipendenze, dandosi la regola di vita che si può sintetizzare nel noto"ora et labora".
A Fondi Santo Onorato con la sua austera vita di santo e con la grandiosa opera divenne per secoli un luminoso faro di fulgida luce che illuminò tutto il territorio, anche quello oltre i nostri confini. Radunò genti disperse intorno alle mura del monastero, cambiò le loro feroci e rozze abitudini insegnando l'arte della pace, la dignità e la santità del lavoro. Seppe vincolare i suoi confratelli allo studio, alla comunità sociale, al fiorente cristianesimo, alla liturgia sacra, ai misteri divini. La fiorente vita del monastero fu dovuta anche alla sua posizione strategica posto sopra la sorgente dell'antico fiume Ligola, oggi san Magno, allo sbocco della Valle Vigna in direzione nord﷓sud ai piedi dell'antica Acquaviva, cioè Vallecorsa Vecchia, di cui restano ancora oggi imponenti rovine sulla sommità del colle che divide la valle di Fondi da quella del Sacco. Di qui passavano per secoli carovane di mercanti e di pastori con perenne scambio di attività e di occasioni di vita e di crescita.
La morte di Santo Onorato viene collocata verso il 530 oppure 540; il suo corpo riposò nella sua abbazia fino al 1215, quando il vescovo Roberto da Priverno fece trasferire le sue spoglie nella chiesa cattedrale di S.Pietro di Fondi.
Nella delegazione fondana, oltre al presidente della Pro Loco Gaetano Orticelli ed i consiglieri del direttivo, sarà presente l’assessore al Turismo del Comune, Marco Carnevale; il vice-presidente del Consiglio comunale, Salvatore De Meo; l’assessore al Parco dei Monti Aurunci, Antonio Sansoni; la presidente Fidapa, Donatella di Biasio. Oltre cinquanta persone che saranno accolte nella piazza principale del paese aquilano dal Sindaco e i membri della Giunta comunale di Prata d’Ansidonia e dal Presidente ed il direttivo della locale Pro Loco. Si scambieranno i doni e il programma della due giorni servirà per approfondire la conoscenza personale ed i luoghi incantevoli di Prata, collocato a ben 856 metri d’altezza.
Situata nella piana ad oriente di L'Aquila, questa città, originariamente dei Vestini, è stata ricostruita ai tempi di Roma tra la metà del I secolo a.C. e la prima metà del secolo successivo. Servito dall'antica Via Claudia Nova, fu importante centro romano, ma andò distrutto per cause non ancora conosciute.
In epoca normanna tornò a nuova vita con il nome di Civita Sedonia dal nome di Sidonio suo fondatore, ma non raggiunse più l'importanza precedente. Della città romana restano le rovine dell'anfiteatro, di cui si riconosce solo la forma della cavea nel terreno, il teatro d'età augustea e tratti delle mura.
Sulla piazza dell'antica città si affacciano i ruderi del basamento di un tempio. L'edificio, forse dedicato al culto pastorale di Apollo, era inserito all'interno di un recinto sacro porticato. Accanto ai resti antichi è la chiesa di S.Paolo di Peltuino, del XII secolo.

Rita Bittarelli

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