Cronaca

Domeniche a piedi. Come complicarsi la vita in nome dell'Ecologia

02/10/2000

Il vigile alza le braccia al cielo, dice che lui
non può fare proprio nulla. Alle decine di automobilisti
che protestano assicura che lui, personalmente, è solidale,
emotivamente partecipe, ma un'ordinanza è un'ordinanza. Mica
uno scherzo. È una domenica ecologica, una cosa seria.
Che fai, il bastian contrario? E si chiude al traffico.
Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. E se non gli sta bene
non fa nulla: è un'ordinanza. Si fa così in tutta Italia.
Persino in Europa. Il paradossale viaggia più veloce
per chi dentro la circonvallazione ci abita. Se deve
uscire, cavoli suoi. Non può. Se rientra, cavoli suoi.
Non può fare nemmeno quello. Una sola parola: un incubo.
Ma qui, signori, c'è di mezzo il Ministero dell'Ambiente.
L'ecologia. I Verdi. Cosa volete che sia il buon senso.
Non è di casa. È uscito. E non riesce a tornare a casa, il buon senso,
perché ha dovuto lasciare la macchina nel parcheggio
di scambio lungo la circonvallazione. E sta tentando
di muoversi in bicicletta o col monopattino. Alla domenica dedicata
allo sport pare si inventeranno pure un filo. Te lo legano in cima
al Palazzo Pennacchi. Tu ci sali, ti ci attacchi e poi ti butti giù. E atterri
al di là della circonvallazione. Se sbagli ti multano. Se caschi, cavoli tuoi.
È un po' rischioso, ma pare non inquini. Cosa ricorderemo di questa domenica?
La frustrazione di un prigioniero, dentro le mura. Quasi un sequestro di persona.
Tanto traffico fuori le mura, come non lo si vedeva da tempo. Insomma: un casino. Davvero una bella idea.

Mauro Cascio


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