Politica

La Sinistra Giovanile su Pasolini: "Il testamento di un autore sta nella sua opera, non nella sua fede politica"

21/09/2000

"Interveniamo sulle recenti dichiarazioni del leader di Lotta Studentesca rilasciate a ParvapoliS non certo per fare, noi, una apologia, inutile, o una difesa d'ufficio, ridicola, a Pasolini. Egli non ha bisogno di difese. Giganteggia, con le sue luci e le sue ombre (sempre pagate di persona, e a caro prezzo), nel panorama culturale e civile del '900 italiano. Prima che autore ed uomo, anima sensibile ai mutamenti radicali della nostra società, di cui fu interpete alto e pieno. Alfiere irriducibile della critica alle false certezze della nuova Italia provinciale… non serve qui ricordare prese di posizione su divorzio, aborto, criminalità giovanile e organizzata, distruzione del patrimonio culturale italiano e del suo tessuto sociale, il problema delle televisioni come organo di difusione di massa e centro nevralgico dei nuovi poteri. Chissà, forse se Pasolini non fosse stato assassinato, Mediaset non sarebbe mai nata…

Interprete comunque di mutamenti. Mutamenti che certa destra fascista non seppe cogliere allora e di cui oggi - con immagine distorta – cerca, lei, di farsi interprete, con chiare strumentalizzazioni politiche. Delle dichiarazioni di Alleanza Studentesca, quello che più ci preoccupa, in un crescente clima di intolleranza, è la tipologia dell’attacco. Non giudizi sull'autore o sull'intellettuale. Ma giudizi, persecutori, sulla sua fede politica e magari altro… a nessuno viene in mente di giudicare Pirandello non per la sua opera, ma per la sua iscrizione al Partito Nazionale Fascista.

Gli autori sono autori, ed il loro testamento sta nelle loro opere. Il giudizio va dato su quel che hanno lasciato e trasmesso. Nel loro saper precorrere i tempi. Pasolini, in questo,fu quasi profetico. E allora, se vogliamo parlare di omosessualità, che facciamo, espelliamo dal mondo la genialità di Leonardo e Michelangelo?

Ma ancor più fa male il meschino trincerarsi dietro politiche scolastiche, per la mancanza di coraggio di arrivare al sodo. La verità è che si sceglie Pasolini, non per il suo essere autore e intellettuale, ma per il suo essere uomo,con tutto quel che incarna. La cultura e la capacità di chi autonomamente pensa e riesce a far riflettere gli altri, contribuendo a quel processo di emancipazione culturale ed autonomia tanto esecrato da certa destra retriva. Ragazzi di destra ci parlano di monocultura e citano come esempio paradigmatico l’insegnamento di Pasolini. Pierpaolo Pasolini fu persona libera, lui sì, al di fuori di ogni schema, fiero oppositore, anche nella sua critica e nel suo sperimentalismo, di ogni monocultura.

A questi ragazzi di destra, con rispetto, voglio ricordare – a proposito di monocultura di regime – che l’unico ad imporre in Italia il giuramento di fedeltà ai docenti fu proprio il regime fascista.

A questi ragazzi di destra consiglio di leggere, di Pasolini, "Il Pci ai Giovani!", le raccolte di poesie "Le Ceneri di Gramsci" e "La Nuova Gioventù". E magari anche "Una disperata vitalità" (tratto da "Poesie in forma di rosa") ,il brano numero VI, "Una vittoria fascista": "ogni falso sentimento /…/produce la sicurezza assoluta di averlo/…/la mia confusione/attuale è la conseguenza/di una vittoria fascista/nuovi, incontrollati,fedeli / impeti di morte./…/l’obiettivo era umiliare un umiliato... "

Ho sentito infine parlare di autonomia scolastica e radicamento nel territorio. Sono d’accordo, come sono d’accordo che gli studenti debbano essere protagonisti, e non semplici fruitori passivi, delle scelte culturali. Ma allora meglio non sarebbe, invece che urlare idiozie nelle piazze o di incitare allo sciopero bianco, sedersi attorno ad un tavolo per far valere e pesare le proprie idee, quando ci sono? Troverebbero, credo, interlocutori, attenti, rispettosi e preparati con cui lavorare assieme.

Mi si cita il liceo classico, chi scrive sa sulla propria pelle cosa fu prima della gestione Maulucci e cosa fu dopo. A quel preside va prima di tutto il merito di aver cercato di sensibilizzare i ragazzi, fornendo loro strumenti per riflettere e ragionare da sé. Altro che dittature…

E poi, se tanto parliamo di radicamento nel territorio, se vogliamo – come giusto e lodevole – il museo Cambellotti, ricordiamoci anche quanto Pasolini, come Moravia ed altri, amò queste nostre terre. Tanto da eleggervi, stagionalmente, dimora. Di quei tempi, leggetene il ricordo che scrisse Dacia Maraini…Qualcuno ancora se lo ricorda camminare sul lungomare tra Sabaudia ed il Circeo…

Se manca un nome al teatro di Latina, dedichiamolo a lui che almeno seppe, come noi, amare e far conoscere la terra che ci è madre. E lasciamo stare i vari d’Annunzio, che erano già polvere, quando Littoria/Latina nasceva. Se davvero abbiamo rispetto per la nostra storia… se davvero abbiamo coraggio e sappiamo capire e creare,non solo lanciare fantomatiche accuse…

Intanto tornano i pestaggi ai docenti di origine ebraica, si vuole imbavagliare il libero pensiero. Ecco di nuovo questa marea oscura che vediamo montare e crescere, questa marea oscura che ha nome violenza e ignoranza. Cultura della morte, figlia dell’intolleranza".


Mauro Cascio


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