Cronaca

Ventotene. Antonio Gagliardi: «L'incuria potrebbe essere un reato». Fabrizio Vitali: «Siamo contrari ad ogni ipotesi di svendita del carcere»

18/09/2002

Quale ultima ratio nella difesa dell’isolotto di Santo Stefano e dell’edificio storico, è dovuta intervenire la procura della Repubblica di Latina. «L'incuria potrebbe essere un reato», ha detto Antonio Gagliardi (nella foto). «Questo accade», commenta Fabrizio Vitali dei Verdi, «quando la politica e l’amministrazione o è assente o non agisce per il bene collettivo.
Noi diciamo no da tempo alla svendita dell’isola come diciamo no all’abbandono dell’ex carcere borbonico in cui furono detenuti molti padri della patria : la struttura, inaugurata nel 1795 e opera dell’arch. Francesco Carpi, è testimonianza importante della storia del nostro paese, qui è stato detenuto il Presidente Sandro Pertini.
Già nell’estate 2000 e poi nel 2001 i Verdi hanno manifestato sull’isolotto per scongiurare la svendita di un patrimonio che è storico e naturalistico».

«Non accettiamo nessuna soluzione che vada in questo senso, sia che venga dal governo nazionale come dagli enti locali più vicini.
La popolazione della nostra provincia e l’Italia intera non deve essere privata di un patrimonio storico e artistico che costituisce risorsa economica notevole ed indispensabile per la valorizzazione della Riserva Naturale Statale di Ventotene-Santo Stefano.
Diciamo no alla privatizzazione, no alla demolizione dell’opera del Carpi, no alla edificazione di una struttura turistica. Ma diciamo si al restauro dell’ex carcere borbonico, si alla realizzazione del “centro per i diritti umani” e del “centro studi di biologia marina” da realizzare nell’isola all’interno della struttura restaurata e da inserire nell’ambito della riserva naturale statale».

Mauro Cascio

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